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14 marzo 2018, Moscova - Milano

Giornata caratterizzata da un sole davvero insperato dopo un lungo inverno di pioggia e neve (chissà se “lassù qualcuno ci ama”…). Sotto la direzione impeccabile di Monica Strigelli e Marta Nicolettti di Bcom (www.businesscommunications.it), Gusto Parmigiano ha aperto le porte a giornalisti, social media manager, food blogger, neogourmet, Parmigiano-Reggiano lovers e semplici avventori per un open day (una volta la chiamavano “inaugurazione”) del primo Parmigiano-Reggiano Point di Milano.
 
All’esterno: dehors con la verticale più ambiziosa, quella per tipologia d’allevamento. Sotto la supervisione di un divulgatore sui generis come Paolo Crotti, socio conferente della Latteria Sociale di Roncadella, la degustazione iniziava da una “ruota” – la mezza forma di  Parmigiano-Reggiano, nel nostro gergo emiliano – di Vacche Brune alpine, per continuare con le Vacche Rosse reggiane e terminare con le Vacche Frisone, le classiche bovine da latte. I risultati degli intervenuti di fine serata dicono: 33,3% di preferenze per ciascun tipo! La boule che accompagnava le tre tipologie di Parmigiano presentava, fra cubetti di ghiaccio colorati, due etichette tipiche del territorio d’origine: uno “scurone” blend di uve reggiane – Marani, Salamino e Oliva – e un rosè Marani in purezza, entrambi firmati Podere Giardino, cantina bio da quasi 15 anni e partner affidabile in un’occasione come questa.
 
All’interno: la bottega (shop), oltre al Parmigiano, creava incessantemente taglieri di salumi personalizzati grazie alle mani dell’esperto salumiere Flavio Pagliardi; le tre runner guidate da Cassandra Millemaci si destreggiavano fra tavoli gremiti e mensole cariche di prodotti; la cucina sfornava vassoi di gnocco fritto abbinato alla mortadella bolognese Artigian Quality - presidio Slow Food - e, a sorpresa, deliziava gli ospiti con degli amuse bouche denominati “La mucca e il suo foraggio”, un bocconcino di Parmigiano con gelatina di fieno Emiliano e vera chicca dello chef ambassador Federico D’Amato (ben supportato dal futuro resident chef Lorenzo Degl’Innocenti).
 
Un passo indietro: grazie grazie grazie a Simona Scapin, rappresentante degli ultimi artigiani produttori di mortadella di Bologna; suini dell’Appennino Bolognese, lavorazione rigorosamente “a caldo” e presidio – d’obbligo – slow food per questi maestri della scuola di Cristoforo da Messisburgo.
 
Il buon cronista, emulatore dei più titolati visitatori (in allegato una lista degli intervenuti, assieme al volantino dell’iniziativa), non può non ringraziare Luigi Boni, champagnista emiliano con modi d’antan, Giovanni Sidoli, rappresentante di una cantina altrettanto prestigiosa e ovviamente la Sig.ra Fulvia D’Amato, supporter non solo di Federico, ma anche di tutto lo staff Gusto Parmigiano in una giornata così importante.

Accrediti Stampa

 
Badami Fabiola – Milano Mom’s e freelance
Bellegotti Giada – foodblogger
Bergamaschi Marilena – foodblogger e freelance
Bonati Emanuelescattidigusto.it
Bonivento Sissi – freelance
Botta Laura – The Life Style Journal
Carbone Valeria – blog aperitivi urbani
Carretta Enrica – Marieclaire
Costa Angela – Cucinare bene
Culiberti Paola – Genti & Sapori
Di Pietro Paola – freelance – Ci Piace Cucinare
Forno Laura – freelance
Fossati Maurizio – Il Giorno
Gibertini Carloamica.it e foodblogger
Lombardo Giassetti Gabriella – Stylux
Longinotti Sandra – freelance
Moncalvi Gian Luca – blog Moncalvini e freelance
Perrone Roberto – freelance – perrisbite.it
Pessina Pamela – freelance
Rombolà Cristina – Il Gastronauta 
Salomoni Castelli Claudio – freelance
Saravalle Enrico – freelance Sale& Pepe- Dove
Sereni Dilettamunchies.it
Simone Anna Chiaraamica.it
Sponchia Francesca – saporie.com e foodblogger
Sundaresan Lisathelifestylejournal.it
Viggè Cristina -  Fuori Magazine
Zeni Simonefinedininglovers.it

Allegati

 
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